× Cosa può voler dire “osare”, per un brand?
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Comunicazioni che osano: una carrellata estiva

Comunicazioni che osano: una carrellata estiva

Aggiornato il: 9 Agosto 2022

Pubblicato il: 22 Luglio 2022

Nel momento in cui scriviamo è luglio, fuori ci sono parecchi gradi e il nostro pensiero fisso è quello di chiuderci nel frigorifero dell’ufficio – o fare un tuffo nella prima pozza d’acqua disponibile. Dato che entrambe le opzioni sono irrealizzabili ad ora, ne approfittiamo per scrivere un articolo leggiadro, da farvi leggere sotto l’ombrellone il ventilatore.

Dunque, abbiamo curiosato qua e là sul web, alla ricerca di brand che hanno una comunicazione che osa.

Cosa può voler dire “osare”, per un brand?

Significa innanzitutto prendere posizione sui temi sociali/di attualità/interesse pubblico. Quando un brand si espone, prendendo una posizione netta, di sicuro non incontra il favore di tutti (ricordate? non si può piacere a tutti), ma solo di una nicchia – lo zoccolo duro del target, quello che veramente potrebbe seguire il brand ovunque esso vada, perché condivide gli stessi ideali, o comunque le stesse posizioni.

La condivisione di idee forti dev’essere sostenibile per il brand (non sempre facile), ma crea dei legami solidi, che vanno al di là del mero prodotto.
Vediamo qualche esempio? Siamo andati a cercarne un po’ per divertirci.

Patagonia contro il consumismo del Black Friday

Patagonia

“It’s time for us as a company to address the issue of consumerism and do it head on.” Patagonia.com

Burger King e l’impegno a non usare conservanti artificiali

Burger King

Burger King

Campagna a cura di Ogilvy.com

“We thought, let’s show that the beauty of real food is that it actually gets ugly,” Fernando Machado, global chief marketing officer for Restaurant Brands International—Burger King’s parent company—told Forbes in an interview. “Right? Let’s show that because we don’t have preservatives from artificial sources, our product does decay. And let’s show that in a beautiful way. I think that is what works well here.”

Forbes.com

Diesel che diventa Deisel per portare l’attenzione sui marchi “fake” venduti da negozi e bancarelle

“Sull’onda di “Go with the flaw”, Diesel ha aperto a New York il negozio più imperfetto che esista: un negozio di imitazioni chiamato DEISEL. Chi ha seguito il suo stile imperfetto ed è stato così scaltro da fare acquisti qui, si è portato a casa la qualità di Diesel pagandola come un’imitazione.”*

 

Diesel

La campagna è stata curata da *Publicis*.

Wendy’s che prende in giro il mistero sugli ingredienti Mc Donald’s

 

Eccezionale.

 

Continueremo a cercarne altri
Ma dobbiamo dirvi che con questi ci siamo proprio divertiti, e speriamo di aver divertito anche voi. E se avete degli spunti interessanti di brand che osano senza paura degli haters…restiamo in attesa delle vostre segnalazioni!
Ci vediamo tra una settimana, con qualche grado in più 🙂





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Brand identity Comunicazione digitale Strategia digital marketing Strategie web marketing
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