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Non di sola gloria vive l’azienda: come ottenere follower su Instagram

Non di sola gloria vive l’azienda: come ottenere follower su Instagram

Pubblicato il: 13 Febbraio 2020

Aggiornato il: 22 Novembre 2020

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Come ottenere follower per avere successo su Instagram

Un titolo che è un ossimoro, lo sappiamo. E chiariamo subito una questione: i follower su Instagram servono, eccome.

Eppure è la qualità a fare la vera differenza. 

Avere migliaia di seguaci non profilati (vedremo cosa significa) è quasi inutile. Al massimo va bene per gonfiare il petto guardando le cosiddette vanity metricse proprio da queste facendosi distrarre.

Il numero di follower è uno di quei parametri che possono facilmente portare all’ossessione, per cui ogni azione strategicamente utile viene subordinata o indirizzata all’acquisizione di nuovi follower.

Comprese quelle poco etiche, come l’acquisto di follower o l’utilizzo di bot per il follow/unfollow.

Ma cominciamo dall’inizio.

Cosa significa avere successo su Instagram

L’equazione è molto semplice, quasi banale, se volete: 

Consigli per aumentare follower Instagram

Visibilità significa sostanzialmente riuscire ad entrare in contatto con un numero il più grande possibile di persone

Ai brand che ci investono, Instagram promette proprio questo: e in pochi anni la piattaforma social è diventata il canale preferito da moltissime aziende italiane e straniere. 

Più di 25 milioni di aziende sono già presenti su Instagram e circa 200 milioni di utenti vi visitano almeno un profilo aziendale al giorno; di questi, circa il 60% ha conosciuto nuovi prodotti attraverso la piattaforma.

Numeri da capogiro e soprattutto, in costante crescita. 

Se il numero delle persone che si approccia ad Instagram come social network di elezione è in continuo aumento, altrettanto fanno le aziende che lo scelgono come strumento di pubblicità della propria attività. Complice anche il sistema di inserzioni a pagamento Instagram Ads, e la simbiosi con il resto dell’universo Facebook

Non solo selfie con la bocca a “sedere” di gallina (sì, vanno ancora di moda) o foto di piatti ormai freddi quindi: Instagram viene consultato quotidianamente dalle persone per fare i propri acquisti. 

E qui inizia la vera difficoltà: come avere visibilità?

Ci arriviamo subito. Tenete però a mente una cosa fondamentale: la visibilità tiene conto sì del numero dei follower, ma anche delle interazioni di questi con il vostro profilo (like, commenti, condivisioni, direct message, salvataggi, ricerche, tempo di visualizzazione dei video e delle stories…). 

Come si misura la visibilità su Instagram

O  per meglio dire: nell’eterna lotta tra numero di follower e interazioni, chi sarà il vincitore?

Lotta tra follower e like

Per quanto sia sicuramente importante il numero dei follower, negli ultimi tempi è diventato chiaro come, soprattutto per le aziende, sia diventato molto più importante il fattore engagement

Il termine engagement è sostanzialmente la capacità di coinvolgere e di creare relazioni con il proprio pubblico. 

Si può tradurre come una strategia di marketing (il cosiddetto inbound marketing), ma a nostro avviso questo fattore è meglio spiegato analizzandone la traduzione letterale: impegno ideologico, promessa

Se lo scopo ultimo è quello di ottenere un legame forte, fidelizzare il pubblico e creare una community affezionata – disposta a leggere tutto quello che scriviamo, sottoscrivere le nostre idee, comprare i nostri prodotti – il mezzo da utilizzare è proprio quello della promessa di impegno

E’ un concetto molto diverso dall’acquisto dei like tramite i bot o dal giochetto follow/unfollow, non credete? 

L’engagement si evince quindi nell’interesse che il pubblico riversa sul profilo, e che si traduce attraverso like, condivisioni e commenti ai singoli contenuti proposti. 

E’ insomma una vera e propria dimostrazione d’amore.

Qualità, non quantità: perché non tutti i follower sono uguali

Quantità o qualità, questo è il dilemma.

O forse no.

Parliamoci chiaro:

dato un ristorante da 600 coperti, sarà meno proficuo averli tutti occupati da clienti che consumano solamente acqua del rubinetto, piuttosto che avere solo dieci avventori che però ordinano un menu completo.

Avere un migliaio di follower che non interagiscono con il vostro profilo, che non si prenderanno la briga di visitare il vostro sito e che alla fine non compreranno il vostro prodotto, non vi servirà praticamente a niente. 

Ovvero: avrete consumato energie e risorse – anche economiche – nella produzione di contenuti.

Comprare follower o like servirà solo a “gonfiare” il vostro profilo in maniera artificiale, senza che le sue dimensioni possano portarvi alcun beneficio tangibile. Occhio inoltre che nella peggiore delle ipotesi l’acquisto di follower potrebbe anche danneggiarvi, in quanto l’algoritmo di Instagram non vede di buon occhio queste pratiche.

Ciò di cui avete bisogno è di creare una community fedele, appassionata, coinvolta dalle vostre pubblicazioni. O meglio, dalla presenza digitale del vostro brand.

Il solo modo che un profilo ha per aumentare il proprio engagement è quello di offrire contenuti di valore, di “esserci”, e di offrire spunti di conversazione sempre nuovi. 

I social network sono una vetrina incredibile per le vendite, ma i tristissimi messaggi auto promozionali non funzionano più

L’imperativo è stimolare l’interazione, per creare un legame tale per cui il pubblico diventi cliente senza accorgersene. Appassionarsi al vostro brand lo porterà proprio lì.

Ecco che la community di persone interessate è l’audience perfetta alla quale mostrare la vostra visione. Attraverso i post (non solo la foto, ma anche la didascalia che l’accompagna) passa quindi ben di più che la vostra “sola” attività: vengono trasmesse la vostra visione del mondo, i vostri valori, lo spirito e l’attitudine del vostro team, i successi che avete raggiunto.

C’è anche un gradito effetto collaterale: non solo una community forte aumenterà la vostra visibilità in termini di prodotto e di immagine, ma darà una spinta importante alla vostra credibilità verso altre persone.

La diffidenza che si ha sui social – e che può lasciare l’utente in qualche modo “distaccato” – può essere quasi annullata dall’interazione con il profilo aziendale di persone reali, che magari conosciamo nella vita vera.

Intendiamoci:

se la Signora Maria, che ogni giorno a mezzogiorno inonda le scale del condominio con un irresistibile aroma di passata di pomodoro, segue e commenta entusiasta il profilo Instagram della Mutti… non fareste subito un ordine anche voi?

I social sono lo specchio della vita reale. Non ci sono trucchetti magici che funzionano davvero. Più persone commentano entusiaste il vostro prodotto, più persone saranno spronate ad acquistarlo e a fidarsi della sua qualità – e dell’affidabilità del vostro marchio. 

Nell’eterna disputa tra quantità e qualità ecco quindi che quest’ultima sembra tagliare il traguardo… almeno fino al prossimo aggiornamento di algoritmo.

Consigli per aumentare i follower profilati su Instagram

Le tecniche per aumentare l’engagement di un profilo sono le più svariate. 

A tale scopo assume un’enorme rilevanza non solo la qualità della foto o della caption, ma anche la coerenza del profilo, la creazione di video brevi ed efficaci, la capacità attrattiva di ciò che pubblicate, la risposta ai commenti e alle interazioni, la creazione di sondaggi e contest che richiedano l’interazione. 

Esiste inoltre la possibilità di farsi conoscere in questo social anche attraverso le inserzioni a pagamento, purché siano targetizzate verso audience profilate, e presentino ben chiaro il messaggio che volete lanciare (ne parleremo alla fine). 

Insomma l’obiettivo è quello di sfruttare al massimo le connessioni con il pubblico che vi dà fiducia

Un consiglio in più che vi diamo è quello di “umanizzare” il vostro profilo. Foto del vostro staff, della cena aziendale, i “dietro le quinte”, la vita aziendale quotidiana sono (in genere) apprezzatissimi dai follower. La vita privata stuzzica la curiosità e aumenta la fidelizzazione delle persone, che vi vedranno più spontanei e genuini. 

Di certo non è un lavoro semplice, ma la capacità di creare connessioni parte proprio da quanto voi stessi conoscete il vostro pubblico e quello che vuole. Non esiste una strategia unica, ma bisogna fare molta attenzione a come il vostro pubblico risponde ai messaggi che lanciate.

Un ultimo suggerimento: fate in modo che il vero soggetto dei vostri contenuti non sia il vostro brand, ma il vostro pubblico.

In fondo, i pubblicitari illuminati ce lo ripetono da decenni: al pubblico non interessiamo noi, ma interessa sé stesso (e i propri problemi).

7 segreti per migliorare le performance del proprio profilo Instagram

1 – Ottimizzare il profilo. Regole precise e best practices per farlo funzionare al meglio sono a portata di tutti. La triade “minima” è questa: foto profilo attraente, descrizione ben congegnata, utilizzo intelligente dell’unico link in uscita da Instagram.

2 – Sapere cosa pubblicare. Avere un piano editoriale social è di fondamentale importanza. Così come lo è il lavoro di analisi e ideazione che sta alla base.

3 – Hashtag. Sono il fulcro dell’algoritmo di ricerca di Instagram, e richiedono un lavoro di analisi dedicato.

Sulla ricerca degli hashtag potremmo scrivere un trattato. In sintesi dovreste costruire una lista che che comprende i vostri hashtag di brand e di prodotto, quelli della nicchia di mercato nella quale operate, quelli usati con profitto dalla concorrenza, e alcuni hashtag popolari e di tendenza su Instagram.

Per aiutarvi esistono diverse app specializzate nello studio degli hashtag, come Best Hashtags o Hashtagify (che nasce per gli utenti di Twitter, ma le cui ricerche possono essere applicate anche a Instagram). 

Osservare come si muovono competitor e influencer è comunque fondamentale.

4 – Siate attivi. Questo non è un vero segreto: pubblicare non basta, ma bisogna partecipare attivamente alla vita del profilo. Commentando, stimolando la discussione e, ovviamente, gestendo l’eventuale crisi (prima o poi capita a tutti). 

5 – Usate le stories per l’engagement. Sondaggi, domande, giochi: sono una manna per l’engagement generale del profilo. Ai non più giovanissimi possono richiedere un cambio di mentalità non banale, ma è un investimento che vale la pena di fare.

6 – Taggate gli altri utenti. Essere citati piace a tutti, e in genere una menzione verrà ricambiata con una menzione di ritorno.

7 – Promuovete il profilo sia online che offline. Il link al vostro profilo deve essere evidente su tutti i canali che utilizzate. Una nota per il vostro sviluppatore: i link devono funzionare!

Se avete un punto vendita che si sta affacciando per la prima volta sul pianeta Instagram, ricordatevi di farlo sapere ai vostri clienti: avete già stampato i nuovi shopper con il logo della macchina fotografica in bella vista?

Mettere a frutto la visibilità

Quindi ora avete un buon numero di follower, e una discreta percentuale dei quali vi segue perché realmente interessata alla vostra azienda e a ciò che avete da offrire

E adesso?

Si tratta di raccoglierne i frutti.

Utilizzate gli strumenti che Instagram vi mette a disposizione per portare i vostri follower a compiere l’azione che volete: che si tratti di una vendita online, di una prestazione professionale, o della partecipazione ad un evento.

E’ questa la vera cifra dell’avere successo su Instagram. Tutto il resto… è vanity metrics!

Conclusioni

Ogni social network è un mondo a parte, con le sue regole, i suoi meccanismi, e una “società” peculiare che lo frequenta.

Un buon punto di partenza potrebbe essere scaricare la nostra checklist di best practices per ottimizzare il profilo e la pagina Instagram.

Glossario

Bot per il follow/unfollow: sono automazioni che permettono di acquisire follower pur mantenendo la proporzione tra profili seguiti e profili che vi seguono in favore di questi ultimi.

Vanity metrics: statistiche che si piace veder crescere ma che in realtà non hanno valore economico. Mostrano che c’è una qualche forma di interesse per il tuo prodotto/brand, ma “finisce lì”. 

Universo Facebook: il social per eccellenza non finisce lì. Facebook in realtà unisce sotto la sua etichetta una serie di applicazioni più o meno usate, che tuttavia attingono allo stesso bacino di dati, come Instagram e Marketplace.

Engagement: rappresenta il coinvolgimento del pubblico nei confronti di un brand. Per le attività sulle piattaforme social si calcola partendo dalle interazioni (like, commenti, click, visualizzazioni di video…) degli utenti con i contenuti pubblicati.

Inbound marketing: una forma di marketing che ribalta uno dei paradigmi base del marketing stesso. Non più quindi direzionare un messaggio verso i potenziali clienti, ma “essere trovati” da questi. L’inbound marketing è l’insieme delle strategie digitali che ci rendono visibili al pubblico.



La nostra guida per aumentare la propria visibilità su Instagram

Lasciate la mail per scaricarla gratuitamente, vi renderà tutto più semplice.






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