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Come scrivere un articolo ottimizzato SEO senza farsi venire il mal di pancia

Come scrivere un articolo ottimizzato SEO senza farsi venire il mal di pancia

Pubblicato il: 27 Dicembre 2019

Aggiornato il: 8 Settembre 2020

Costruire per comunicare

A chi è rivolto questo articolo

Questa è una semplice guida pensata per i corsisti del Corso Blogger BFENTERPRISE. L’abbiamo resa accessibile a tutti perché crediamo possa essere utile per non diventare matti a scrivere i propri articoli usando linee guida SEO complicate e tecniche.

Salta pure quello che non ti interessa e vai dritto all’indice (che trovi qui a sinistra) per selezionare i paragrafi che ti interessano.

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Cos’è la SEO: una spiegazione onesta

Significato di SEO

SEO = Search Engine Optimization = Ottimizzazione per i motori di ricerca.

L’articolo di un blog, così come qualsiasi altro testo pubblicato online, non ha le stesse regole della carta.

Gli utenti del web hanno delle esigenze diverse rispetto a quelle degli utenti “analogici”, e, soprattutto, diverso è anche il sistema che ruota attorno a queste esigenze.

I motori di ricerca (come Google, Bing, ecc.) sono siti web che restituiscono elenchi di altrettanti siti web, in base alle richieste dell’utente.

Quindi, senza girarci troppo intorno, funziona così:

  1. Il compito di un motore di ricerca è fornire il miglior contenuto in risposta alle ricerche di un utente
  2. Il motore di ricerca comprende (a modo suo) la ricerca dell’utente
  3. Il motore di ricerca classifica i siti web in base a molteplici fattori, tra cui il contenuto, l’autorevolezza, la pertinenza rispetto alla ricerca dell’utente (e molti altri)
  4. Quindi, ottimizzare vuol dire mettere il motore di ricerca nelle condizioni di capire al meglio cosa c’è in un determinato sito web, per permettergli di decidere in che posizione piazzarlo.

Come scrivere un articolo ottimizzato SEO

Un articolo è ottimizzato SEO quando comunica in maniera chiara al motore di ricerca.
Cioè:

  • Rispetta alcune regole del codice HTML
    Codice che non è necessario sapere direttamente, perché spesso i sistemi di gestione contenuti (i CMS, come WordPress) lo traducono in automatico
  • Sviluppa in maniera precisa e coerente un argomento
  • Fa parte di un blog che ha un’architettura già predisposta per la corretta lettura da parte dei motori di ricerca 

Esempio: l’articolo non è linkato altrove, e nel blog non è presente un contenuto che tratta lo stesso argomento

Perché è fondamentale sapere le fondamenta della SEO

Premessa: non è necessario essere tecnici SEO per ottimizzare gli articoli del blog aziendale. E’ tuttavia importante, se non fondamentale, conoscere le principali linee guida dell’ottimizzazione, per attirare nuovi visitatori e aumentare le visite ai nostri siti web grazie a ciò che gli utenti cercano ogni giorno sui motori di ricerca.

Una volta che si conoscono le regole della SEO, si può scegliere consapevolmente di non applicarle. Un po’ come il congiuntivo, no?

Scrivi perché hai qualcosa da dire, non solo perché vuoi più visitatori

Questo è uno dei mantra che più ripetiamo ai nostri clienti: senza qualcosa di valido da dire, è meglio tacere. Non sempre è giusto fare una cosa perché si può fare, va fatta quando è giusto farla (perdona il gioco di parole).

Con lo sviluppo tecnologico di oggi, comunicare è fin troppo facile!

Quando comunichi nel mondo di internet (non solo nel tuo blog quindi), potenzialmente hai un pubblico enorme lì ad ascoltarti. E allora assumiti la responsabilità di portare valore.

SEO per blog: la modalità di lavoro che ti suggeriamo

Siamo grandi fan dell’organizzazione, forse l’hai intuito.

Un lavoro organizzato, oltre ad essere snello, è facile da evolvere e da gestire.

Ecco i passi che ti suggeriamo:
(prima di fare di testa tua, prova ad ascoltarci)

  1. Identifica quello che hai da dire
    I valori che vuoi portare avanti, le tematiche che vuoi affrontare. Prendi il giusto tempo per il tuo brainstorming.
  2. Riordina e sviluppa ciò che è emerso nel punto 1
    Consiglio organizzativo: continua sullo stesso documento citato nel punto precedente. Segna una riga, scrivi come titolo “Rielaborazione”, metti in ordine e sviluppa quel che basta per avere una lista di argomenti di cui parlare.
    Modalità suggerita: qui fai un po’ come ti pare!
  3. Costruisci il piano editoriale
    Consiglio organizzativo: lavora su un documento in cloud (Fogli di Google o un qualsiasi documento condivisibile in cloud), perché non si sa mai quando ti arriva l’idea. Devi poterla sviluppare in tempo zero, e ovunque ti trovi.
    Modalità suggerita: ri-las-sa-ti. Azzera le distrazioni, fatti un buon caffè o una birra (ognuno ha i suoi gusti!), attacca la musica e libera il cervello dagli stimoli della quotidianità.
  4. Completa l’elenco degli articoli, e assicurati di non parlare in due articoli dello stesso argomento
    A meno che non sia espressamente voluto.Ricorda: se Google deve scegliere un articolo da associare ad una determinata ricerca e ne trova due, in genere sceglie di non sceglierne nessuno!
  5. Inizia a fare l’analisi SEO dei futuri articoli del tuo blogPer ogni testo:
    1. Individua le parole chiave più pertinenti.
      Puoi usare strumenti come SEOZoom, SEMRush, lo strumento di pianificazone delle parole chiave di Google Ads. Ricordati sempre di fare questa operazione, perché ti devi assicurare di aver centrato l’argomento. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
    2. Organizzale: trova la parola chiave principale e dai una gerarchia alle altre, che chiameremo correlate.
    3. Per ogni articolo che vorrai scrivere, cerca tra i risultati di ricerca (usando le parole chiave del punto precedente) per vedere di cosa parlano i siti/blog già ben posizionati. Fatti un’idea di cosa cercano gli utenti e chiediti come tu puoi portare loro valore maggiore (o diverso!) rispetto a chi già c’è. SCRIVI TUTTO NEL DOCUMENTO (il foglio di calcolo)
    4. Mettici del tuo. Nel documento su cui stai lavorando sottolinea le particolarità che vuoi far percepire, trova link utili di ispirazione… in altre parole, cerca carne da mettere sul fuoco per agevolare la scrittura.
  6. Scrivi gli articoli
    Una volta che hai per le mani la bozza dell’articolo, e che quindi hai detto ciò che dovevi dire, ottimizza l’articolo per la SEO. A tal proposito, abbiamo preparato delle comodissime linee guida da seguire per semplificarti il lavoro. Scarica il documento, lo trovi alla fine dell’articolo!
  7. Prepara il blog per accogliere i tuoi articoli
    Crea le categorie e, perché no, anche i tag (se non sai cosa sono, lo vedremo più avanti)
  8. Scegli quando pubblicare e pubblica!

Guida per scrivere un articolo ottimizzato SEO

A fine articolo, potrai scaricare una guida che riassume quanto segue, per tenerla sempre a portata di mano. Precisiamo che non non troverai regole assolute, anzi, sarà solo un modo per iniziare con il piede giusto. 

TITOLI ORGANIZZATI

Negli articoli di un blog i titoli hanno varie gerarchie: Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 (i successivi ci interessano poco per la SEO, usateli per esigenze stilistiche).
Per i più masticati del codice HTML stiamo parlando degli heading, i tag <h1>, <h2>, <h3>.

H1-Titolo 1: uno per pagina, è il titolo principale e che racchiude la parola chiave principale

H2-Titolo 2: pochi, quel che serve. Usateli per introdurre i macro argomenti dell’articolo. Inserisci qui la parola chiave principale e/o (a seconda di quante ne usate) le correlate di priorità maggiore.
H3-Titolo 3: ad introduzione dei paragrafi. E’ bene se in questi titoli inserisci le parole chiave correlate.

Ricorda che i titoli sono tra i più importanti “indici testuali”, inoltre i titoli di paragrafo (titolo 3) aiutano il ritmo di lettura

Un utente che legge solo i titoli, riesce a capire di cosa si parla nei tuoi articoli? Se la risposta è sì, hai fatto un buon lavoro.

 

RITMO DI LETTURA

L’utente del web difficilmente legge: guarda.
Ogni pubblico è differente, ma partite dall’idea che nel 100% dei casi bisogna fornire numerosi stimoli per farlo rimanere nell’articolo, anche se si distrae facilmente.

Usa una buona formattazione, suddividi in paragrafi, non nascondere alla fine l’informazione chiave!

USARE LE PAROLE CHIAVE NEL TESTO

Come usarle:
Se, ad esempio, hai scelto come parola chiave “articolo ottimizzato seo”, puoi inserirla così com’è oppure condirla con parole che aiutano la lettura, ad esempio “un articolo ottimizzato per la SEO”.

Dove inserirle:
Questa è una linea guida base, poi svilupperai il tuo format con l’esperienza

 

  • Parola chiave principale
    • Nel titolo principale
    • Nel primo paragrafo
    • In un Titolo 2
    • Qualche volta nel testo e, se funziona, nei Titoli 3
    • Meglio fare anche un richiamo a fine articolo
  • Parole chiave correlate
    • Le più importanti nei Titoli 2
    • Nei titoli di paragrafo (Titoli 3)
    • Nei paragrafi, in relazione al loro titolo

CONTROLLA I LINK CHE INSERISCI

Non inserire un link che parla dello stesso tuo identico argomento! Che senso ha? Ne stai già parlando tu! Inserisci link che possono essere un utile approfondimento per il tuo utente.

Quanti link inserire: quelli che servono!


PORTA VALORE ALL’UMANO PRIMA CHE AL MOTORE DI RICERCA

Bene imparare le varie tecniche SEO, però ricordati che quando devi scegliere se rendere più comprensibile una frase, un paragrafo, un intero articolo per l’utente o per il motore di ricerca, scegli sempre l’utente.

Come detto poco sopra, il motore di ricerca ha il compito di dare il miglior contenuto all’utente, non a se stesso. Rifletti su questo!

Errori frequenti nell’ottimizzazione SEO degli articoli

Di seguito i 4 errori che vediamo più spesso commettere:

  1. Fare, prima di pensare
    Meglio fare un piano prima, anche se sembra che rallenti il lavoro. Evita spesso (sempre) di rifare il lavoro più volte.
  2. Parlare della stessa cosa o usare le stesse keyword per più articoli
    Quale articolo sceglierà di posizionare Google? Nel dubbio, nessuno! 

Chi lo costringe a fare fatica in più per indicizzare la nostra ambiguità?

  1. Pensare di essere meglio degli altri, o non pensarci affatto
    Se Google deve restituire il miglior risultato per l’utente, assicuriamoci di esserlo nel concreto, prima di lamentarci perché “non siamo in prima pagina”.

Non tenere conto delle prestazioni
Un sito lento fa più male di quel che si pensa. Parti anche solo con l’inserire immagini ottimizzate e grandi quanto serve.

Consigli per i più “masticati della SEO”

Per chi padroneggia, nella forma mentis prima che nella tecnica, tutto quello che c’è scritto qui sopra, consigliamo la lettura di Come si affronta un progetto SEO



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Tienila a portata di mano, ti aiuterà ad aumentare la visibilità del tuo blog aziendale.






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