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Realizzare un piano editoriale social

25 Settembre 2019

Guide di digital marketing
BFENTERPRISE

Professionale vs amatoriale

Nell’ambito del social media marketing, il piano editoriale è lo spartiacque che distingue l’approccio professionale da quello puramente amatoriale. 

Troppo forte come inizio? Eppure è questa la prima grande verità che ci teniamo a dirvi.

Per spiegarvi meglio cosa intendiamo, ci torna comodo il parallelismo con un qualsiasi magazine stampato. Una redazione non si preoccupa solo di avere chi scrive gli articoli; ha degli strateghi (direttori editoriali) che decidono quante e quali rubriche devono esserci nel giornale, perché proprio quelle, e quando farle uscire. La pianificazione è condizione indispensabile per la vita di una rivista. Lo stesso vale per un qualsiasi canale social. 

Strategia, pianificazione, documento

Il piano editoriale, come suggerisce il nome, è la pianificazione strategica di un progetto editoriale. Nel concreto si tratta di un documento che specifica:

Perché serve e a chi

Il piano editoriale serve per due motivi fondamentali. 

Il primo è quello di non farsi cogliere dal classico “oggi non ho proprio idee, cosa pubblico?”. Vietato essere impreparati, sarete scoperti in men che non si dica.

Il secondo ha a che vedere con il successo del canale, che dipende dalla qualità delle pubblicazioni. Senza un buon piano diventa molto più difficile creare contenuti interessanti, e ci auto-destiniamo all’insuccesso. 

A creare il piano editoriale dev’essere chi gestisce in toto il canale, oppure chi ha in carico la parte strategica e deve coordinare il braccio operativo.

Cosa serve per crearlo

Dati

  1. Per creare un piano editoriale per Facebook, Instagram o altri social serve innanzitutto sapere cosa si vuole ottenere.

    Il che significa che bisogna avere ben chiari gli obiettivi di comunicazione che si stanno perseguendo, e sapere come questi si incastrano con gli obiettivi di marketing dell’azienda. Proprio per questo è importante confrontarsi con il responsabile della comunicazione aziendale, e il responsabile marketing.
  2. Una volta messa a fuoco la meta da raggiungere, subentra un altro passaggio fondamentale: la definizione del pubblico e delle reader personas.Qual è il lettore ideale dei vostri post? Quali sono i desideri, le paure, gli interessi più evidenti e quelli meno evidenti dei vostri follower? Se ancora non siete in possesso di questi dati, potete ottenerli tramite un’approfondita analisi del target.
  3. Dovete avere sotto mano anche una panoramica su come comunicano i competitor (punti di forza e di debolezza), per capire come distinguervi. 

Strumenti consigliati

  • Google Drive

sfruttate Google Drive per creare, caricare e condividere tutti i materiali necessari per la preparazione del piano editoriale. Potete creare una cartella dedicata, da condividere con gli altri membri del vostro team e con i responsabili di progetto; 

https://www.google.com/drive/

Ipotesi di organizzazione delle cartelle su Drive

 

  • Asana

 

Asana è uno strumento che consigliamo sempre a tutti coloro che devono gestire un canale social aziendale. Grazie a questo tool di project management potete suddividere il progetto in più sezioni, organizzando il lavoro vostro e di tutti i vostri collaboratori.

https://asana.com/

Ipotesi di organizzazione del progetto su Asana

Come realizzare il piano editoriale per Facebook e Instagram

…oppure per LinkedIn, Twitter, YouTube, Pinterest: questa guida è valida per qualsiasi social media. 

Vi preghiamo, però, di elaborare una strategia diversa per ogni canale. Il motivo di questa raccomandazione è semplice e facilmente intuibile: il pubblico varia sensibilmente da social a social, perciò anche i contenuti vanno adattati, se non addirittura cambiati del tutto. 

Per il resto, la procedura è la seguente:

Identificate uno o più obiettivi tra

  1. aumento della notorietà → il nome dell’azienda circola, e il marchio diventa sempre più riconoscibile. Quale migliore occasione per far conoscere al pubblico la personalità che sta dietro ai vostri prodotti e servizi?;
  2. aumento degli accessi al sito web o ecommerce → il canale social traghetta il pubblico verso il sito web. Questo porta beneficio al posizionamento (con l’aumento delle visite aumentano anche le possibilità che Google mostri il nostro sito agli utenti che fanno delle ricerche legate al nostro prodotto/servizio);
  3. fidelizzazione dei clienti → il canale social diventa uno strumento in più per fornire assistenza, grazie al rapporto vicino e immediato che si crea sui social tra aziende e utenti;
  4. migliorare la reputazione online dell’azienda → una buona presenza sui social è indice che l’azienda è attiva e sul pezzo. Più i contenuti proposti sono rilevanti, più si guadagnano punti agli occhi del pubblico;
  5. promuovere l’attività e le vendite → le inserzioni pubblicitarie servono proprio a questo! Le campagne aumentano di efficacia se in parallelo vengono sviluppati contenuti organici (non a pagamento) che approfondiscono il prodotto/servizio che si sta pubblicizzando.  

Scegliete dei parametri di misurazione

Gli obiettivi sono fondamentali per dare una traiettoria alle nostre attività. Ma diventano inutili se non sappiamo come misurarli! Quindi, stabilite i famosi KPI di cui parlavamo prima: questo è l’unico modo per sapere se quello che state facendo porta i frutti desiderati. 

E per dare valore al vostro lavoro quando il cliente vi chiede: che risultati mi stai portando?

Ecco un po’ di esempi:

  1. aumento della notorietà impressioni e copertura, ovvero quante volte e quante persone leggono i vostri post. Questo dato è reperibile dagli Insights messi a disposizione dalle varie piattaforme;
  2. aumento degli accessi al sito web o ecommerce → numero degli accessi provenienti da social media. Questo dato è reperibile tramite Google Analytics;
  3. fidelizzazione dei clienti → numero di richieste andate a buon fine grazie alle conversazioni sui social via Messenger;
  4. migliorare la reputazione online → numero di commenti, condivisioni, like (interazioni degli utenti);
  5. promuovere l’attività e le vendite → numero di nuovi contatti (mail, telefonici) interessati al prodotto/servizio, o numero di vendite post campagna. Attenzione a non considerare il dato isolato: è necessario fare il confronto con l’investimento fatto, andando ad estrapolare il Costo per Conversione

Indicate la linea comunicativa aziendale

Quando un’azienda approda sui social porta tutta se stessa: la sua identità, i suoi valori, tutte le caratteristiche che la rendono unica proprio come fosse…una persona. Riuscite a immaginare il flop a cui può andare incontro se non ha niente da dire e non sa come comportarsi?

Un’azienda che vuole trarre beneficio dai social deve trainare il suo pubblico, incantarlo, tenerlo incollato alla sua bacheca, “guadagnare fiducia attraverso tutta una serie di doti che sono ritenute fondamentali per questa figura, dalle abilità comunicative alle capacità decisionali, dal prestigio al grande carisma.”

Per essere leader, un’azienda deve avere una linea comunicativa chiara, originale, inequivocabile, efficace. Questa va inserita all’interno del piano editoriale.

Voci immancabili: 

Le macro categorie dei post

Torniamo ancora al parallelismo con la carta stampata: le categorie sono come le rubriche di un giornale. Ogni azienda decide le sue in base a ciò che le interessa comunicare, e a ciò che il suo pubblico vuole leggere; per selezionare gli argomenti di tendenza, potete utilizzare Google Trends e Answer The Public

Quelle che ritroviamo più spesso sono:

La frequenza di pubblicazione

I giornali possono essere quotidiani, settimanali, mensili, trimestrali (e via dicendo). Sui social dobbiamo stare più stretti: bisogna pubblicare almeno una volta a settimana, per dimostrare una certa costanza sia alle persone che all’algoritmo che scruta e giudica il nostro account. I social per loro natura richiedono presenza e tempestività – impossibile pensare che l’attività si concluda al momento della pubblicazione. Anzi, è proprio lì che inizia il bello.   

Rispondete in modo oggettivo: solo così capirete se la vostra proposta è ottimale. 

La programmazione

Il piano editoriale è quasi pronto! Prima di preparare i post (testi + immagini, video, link) e calendarizzarli, vi consigliamo di esplicitare tempistiche e modalità di programmazione

Il nostro consiglio è quello di pianificare i post su base mensile, tenendo sempre un piccolo spiraglio per le pubblicazioni estemporanee stimolate da eventi esterni (real time marketing). Come ha fatto Oreo con l’eclissi di luna:

Esempi di Real Time Marketing: Oreo e l’eclissi

Format per la programmazione

Per la programmazione puoi utilizzare questo format: data – testo – risorsa allegata (link, immagine, video…) e relativa collocazione.   

Lunedì 8/01 

Risultati organici e a pagamento su Google. Siamo sicuri che tutti li sappiano distinguere? → https://searchenginewatch.com/2016/04/27/do-50-of-adults-really-not-recognise-ads-in-search-results/

Mercoledì 10/01

Anche noi siamo rimasti “stupiti e stupidi” leggendo queste righe! Grazie @unaparolaalgiorno! https://unaparolaalgiorno.it/significato/S/stupendo 

Venerdì 12/01

Tutti possono inventare nomi di brand. Anche i clienti di un supermercato! http://www.doppiozero.com/materiali/limmaginazione-di-esselunga

Si può fare? Facciamolo!

Ora avete tutte le nozioni di base per sviluppare un piano editoriale per i vostri social: Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, YouTube. Adesso non vi resta che farlo per davvero.

Scaricate il template che abbiamo preparato per voi! Troverete tutte le voci da compilare per far sì che il documento assuma le vesti di un piano editoriale pronto per essere condiviso con i vostri clienti e collaboratori!

Abbiamo preparato un template per il vostro piano editoriale!

Lasciate la mail per scaricarlo gratuitamente, vi renderà tutto più semplice.


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