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Obiettivi per piani di comunicazione: chi va piano va sano e va lontano

Obiettivi per piani di comunicazione: chi va piano va sano e va lontano

Pubblicato il: 2 Settembre 2020

Aggiornato il: 28 Ottobre 2020

Costruire per comunicare
BFENTERPRISE

Se questo non è il primo articolo che leggete nel nostro blog, avrete visto che ci piace scrivere in modo pratico e diretto, quindi andiamo dritti al sodo. Parleremo di:

  1. Dimenticarsi del fatturato come obiettivo, per considerarlo una conseguenza
  2. La pazienza è la virtù dei tenaci. La tenacia è la virtù dei leader di mercato
  3. Quanto è grande la frase “fare web marketing e comunicazione online”
  4. L’approccio che piace a noi, e che consigliamo sempre: obiettivi di comunicazione intelligenti, per passi piccoli, solidi e saldi
  5. I 10 errori che più spesso rovinano tutto; sì, è brutale, ma qualcuno deve avere il coraggio di dirlo…. e qualcun altro deve avere ancora più coraggio per evitarli!

Qui nessuno vi giudica, perciò se volete potete saltare direttamente alle sezioni che vi servono di più. 

Dimenticarsi del fatturato come obiettivo, per considerarlo una conseguenza

Impostare gli obiettivi di comunicazione (e di mercato)

Se esistesse la formula magica per ottenere più fatturato, e pure velocemente, non l’avremmo già usata tutti? Bene, quindi non mentiamoci più.

 

Il fatturato è dato dal raggiungimento di obiettivi più piccoli, che possono essere di due tipi:

  • obiettivi di web marketing (commerciali)
  • obiettivi di comunicazione

Esempi di obiettivi di web marketing

  • lanciare un nuovo prodotto
    • in una determinata zona
    • in un determinato periodo
  • aumentare il prezzo di vendita di un prodotto/servizio
  • aumentare il lo scontrino medio
  • incrementare le vendite
    • in una determinata zona
    • di un determinato servizio
    • in un determinato periodo

Su questi obiettivi non insistiamo ulteriormente, perché se state leggendo questo articolo vuol dire che siete nel mondo delle aziende e del mercato e di sicuro siete in grado di individuarli da soli. 

Esempi di obiettivi per un piano di comunicazione

 

Partiamo dal presupposto che vogliamo fatturare di più, quindi vendere di più e/o aumentare i nostri prezzi. Nobile come obiettivo. MA COME DIAMINE SI RAGGIUNGE?

 

Si raggiunge attraverso un piano di comunicazione, che necessita di obiettivi precisi, realistici e misurabili. Ecco degli esempi:

  • Migliorare la percezione del brand
  • Aumentare la visibilità del brand o del prodotto/servizio
    • in una determinata zona
    • rispetto ad un determinato competitor
    • agli occhi di una precisa fetta di pubblico
    • in un determinato canale (social, email, blog, Google…)
  • Attivare o accrescere la percezione di un’assistenza clienti di alta qualità
  • Raggiungere il pubblico su un nuovo canale di comunicazione
  • … e così via

A prima vista può sembrare tutto chiaro: prima di fare comunicazione dobbiamo avere degli obiettivi. Ma non siamo nati tuttologi, quindi è naturale che si debba mettere in conto di imparare le cose in corso d’opera. In questi casi è meglio ridurre al minimo l’errore (economico).

 

Partiamo con piccoli passi, solidi e ben distesi.

Il fatturato arriverà come conseguenza del raggiungimento di obiettivi intermedi, è sempre così, è naturale. Possiamo avere dei piccoli boom o picchi (in su o in giù), ma la verità sta nei checkpoint intermedi, negli obiettivi che guidano la vita della nostra azienda. Sono obiettivi piccoli, ma molto importanti.

 

Se ci avete seguiti fino a qui è proprio perché anche voi volete capire come fare ordine, andare per step e soprattutto come non buttare via tempo e denaro, quindi quanto scritto qui sopra è ancora INUTILE! Eh sì, ci serve di più… per fare di meno! Ma ci arriviamo tra poco, non preoccupatevi.

 

La pazienza è la virtù dei tenaci. La tenacia è la virtù dei leader di mercato

Quanto tempo ci vuole per rendere proficuo un piano di comunicazione

Ci vuole un po’, il giusto. Dobbiamo:

  1. Costruire le fondamenta, ovvero costruire il supporto di base per la nostra comunicazione, che serve a farci percepire come vogliamo… o per lo meno, ci permette di andare in quella direzione
  2. Procedere con piccoli sviluppi, pian piano, in modo che possiamo misurare, ricalibrare e aggiustare il tiro di volta in volta 

 

Il punto è che è meglio crescere man mano che si acquisisce consapevolezza.

Un piano di comunicazione online parte dalle fondamenta, poi cresce in altezza, poi ancora in larghezza.

 

Prima si creano le linee guida del brand, come ad esempio la linea comunicativa, il logo, l’immagine coordinata che ci serve per partire.

Dopodiché si attiva il primo canale, quello che ci serve per raggiungere più facilmente/velocemente il primo e più piccolo obiettivo di comunicazione. Può essere un e-commerce, ma può tranquillamente bastare la pagina Instagram a volte, o anche solo le email. Dipende da quello che si vuole fare. L’importante è non rischiare di avviare tante attività che poi non si riescono a controllare.

 

Prima di aprire nuovi canali, rendiamo solidi quelli che già abbiamo attivi (sito web/social/blog/email e via dicendo), ingrandendoli o attivandone un altro – uno solo! – che faccia da supporto. 

 

Ad esempio, possiamo attivare 1 canale social che supporti il blog o il sito web, oppure il canale email per supportare l’attività del blog. 


Se abbiamo aperto la pagina Instagram e vogliamo vendere online, possiamo attivare la funzionalità shopping della piattaforma, o creare il primo piccolo ecommerce.

Possiamo anche non avere la presunzione di sapere già come funziona o sapere quello che il pubblico vuole. Quindi, prima di attivare qualcosa di nuovo impariamo a padroneggiare ciò che già abbiamo (di questo potremmo parlare a lungo! Se siete curiosi di approfondire, l’ultima checklist di questo articolo è dedicata ai 10 errori più frequenti.

 

Poi iniziamo ad aumentare la visibilità: d’altra parte, se non ci vedono come fanno a sapere che esistiamo?


Qualcuno potrebbe rispondere “perché gliene ha parlato qualcuno”. Ma non siamo più nei magnifici anni ‘80, quando si poteva campare di passaparola!

Piuttosto, attiviamo i canali di promozione che ci permettono di ampliare il pubblico! Potrebbero essere anche interni a quanto c’è già di attivo (es. pubblicità sui social). 

Vi basterà seguire passo dopo passo la strategia di comunicazione web che avete opportunamente preparato – averla sotto mano è obbligatorio. Vietati i viaggi in barca senza rotta!

 

E poi? E poi ripetiamo tutti i punti sopra!

 

Può essere che attiviamo qualcosa di nuovo, e quindi cresciamo in altezza.
Può essere che miglioriamo qualcosa di già esistente, oppure che rivediamo le fondamenta che abbiamo costruito all’inizio (o i servizi che vendiamo), e quindi ci allarghiamo.

 

L’approccio che piace a noi, e che consigliamo sempre: piccoli passi, solidi e saldi

Pianificare un piano di comunicazione passo dopo passo

A noi piace molto dividere un progetto in piccoli step, ma non troppo piccoli.

 

Primo step: fondamenta.
Secondo step: primo canale di comunicazione + prima attività per l’aumento della visibilità
in fin dei conti……..a che ti serve il sito se nessuno lo vede?
Terzo step e successivi: amplifichiamo ciò che c’è, attiviamo qualcos’altro

 

E TRA UNO STEP E L’ALTRO SI FA UN ESAME DI COSCIENZA! 

Prima di procedere misuriamo, discutiamo, a volte litighiamo, ma non si va avanti se il piede non è appoggiato su un progetto solido.

 

I 10 errori che più spesso vanificano qualsiasi piano di comunicazione; sì, è brutale, ma qualcuno deve avere il coraggio di dirlo…. e qualcun altro deve avere ancora più coraggio per evitarli!
evvai… un’altra lista in quest’articolo!

 

Attenzione però, la cosa è seria. Molti commettono l’errore di:

gif pericolo

  1. Credere che il proprio servizio/prodotto sia “di qualità”.
    Va bene crederlo, ci mancherebbe altro, ma sappiate che gli altri ragionano allo stesso modo
  2. Ignorare la concorrenza e i cambiamenti del mercato
  3. Pensare di conoscere il mercato online solo perché si conosce quello offline
  4. Non recuperare dati prima di procedere
  5. VOLER VENDERE TUTTO QUELLO CHE SI HA
    Ma nell’e-commerce dobbiamo mettere per forza tutti i 1000000000 milioni di prodotti che finora non hanno venduto neanche un euro? Anche no.
  6. Credere che il passaparola sia marketing
  7. Attivare troppe cose insieme: facciamone una sola ma fatta bene!
  8. ….siamo sicuri che il nostro prodotto/servizio piaccia al pubblico?
  9. Avere fretta: pazienza, amico

Credere che il consulente sia un mago.
Repetita iuvant: se esistesse la formula magica per aumentare il fatturato, la stareste già usando voi senza il nostro aiuto. Non prendiamoci in giro!

I nostri consigli per le aziende

Quando contattate un’agenzia di comunicazione per aumentare la visibilità della vostra azienda, munitevi di:

 

  1. Un piano marketing che risponda alla domanda “Quali attività di marketing sono previste per l’anno in corso, e come si inseriscono nel business plan aziendale”?
  2. Un piano di investimento che risponda alla domanda “Che budget voglio destinare alle attività di Marketing e Comunicazione da qui a tot mesi/anni?”   
  3. Tutte le informazioni e i dati rilevanti che avete a disposizione sul vostro mercato, e sulla vostra azienda 
  4. Disponibilità e tempo da dedicare a chi si prenderà cura della vostra immagine online

I nostri consigli per i professionisti

Quando venite contattati da un’azienda per un progetto di comunicazione online, preparate:

 

  1. Una lista di informazioni necessarie per l’elaborazione di un progetto con i piedi per terra 
  2. Un’analisi della situazione aziendale
  3. Un piano di fattibilità che risponda alla domanda: “Con il progetto proposto, quanto ci metterà il mio cliente a rientrare dell’investimento?”. L’analisi dei costi-benefici di un progetto è d’obbligo per chiunque abbia una coscienza e amore per il proprio lavoro!
  4. Un progetto che procede a step, con dei rilasci intermedi: il nostro lavoro ha bisogno di elasticità, perché gli scenari possono cambiare molto velocemente. 

Non adagiatevi su progetti pigri e incapaci di adattarsi ai cambiamenti del mercato! Almeno, noi la pensiamo così, e lavoriamo esattamente così. 







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