indice articolo Indice
Il copywriting può inventare la realtà o deve raccontarla?

Il copywriting può inventare la realtà o deve raccontarla?

Pubblicato il: 3 Agosto 2020

Aggiornato il: 27 Ottobre 2020

Costruire per comunicare
BFENTERPRISE

Il mondo in cui viviamo oggi è denso di messaggi pubblicitari, call to action, informazioni, contenuti.

È stato l’avvento della comunicazione digitale a permettere a tutti di fare e farsi pubblicità, con l’obiettivo di attirare nuovi clienti, di aumentare le vendite.

In quest’oceano di stimoli, c’è chi desidera raccontare una storia vera, magari facendo leva sulle emozioni, e chi, invece, costruisce una realtà altra, in parte o totalmente scollata da quella esistente, in modo tale da entrare in contatto con il maggior numero di persone possibile e convertirle.

La domanda che ci poniamo oggi è:

scrivere la realtà

Crediamo che la realtà sia di gran lunga preferibile a un racconto edulcorato che ha poco a che fare con i desideri e i bisogni delle persone. Prendiamo le distanze da fronzoli e giochi di parole vuoti che, a nostro parere, tolgono immediatezza al messaggio e nebulizzano la comunicazione.

Perché per noi le parole sono importanti.

Hanno un peso che non è determinato dalla SEO, ma dal senso del contenuto uber-alles.

Riteniamo non funzionale posizionare un contenuto ricco di termini tecnici e keyword, ma che non porta con sé un messaggio vero e proprio. Troviamo questo approccio disfunzionale, e quindi dannoso sia per l’immagine aziendale che per le vendite, perché non incentiva il cliente e non offre alcun valore aggiunto.

E la SEO che ruolo ha in tutto questo?

La SEO è comparsa dopo le grandi campagne che hanno segnato la storia della pubblicità. È nata in seguito all’abbondantissima affluenza di contenuti nel web, per fare ordine e dare a questi la giusta priorità, nonché per far guadagnare quei grandi nomi che tutti conosciamo.

Si inizia a parlare di ottimizzazione per i motori di ricerca dalla metà degli anni ’90, circa. 

E prima? Forse prima si dava più valore al contenuto in sé e per sé.

Pensiamo al famosissimo claim “O così. O Pomì.” di Pino Pilla, creato nel 1984.

O così. O Pomì. - Pino Pilla

Ripensiamo all’indimenticabile headline “La potenza è nulla senza controllo.”, firmata da Young&Rubicam per Pirelli nel 1994.

“La potenza è nulla senza controllo.” - Young&Rubicam per Pirelli

Che si parli di comunicazione offline o di qualsivoglia contenuto online, siamo convinti che la Stella del Nord sia il messaggio.

È solo in seguito che viene tutto il resto, come è naturale che sia, visto che si parla di resto, ossia  di “ciò che rimane”.

Ma come dovrebbe essere il messaggio che noi comunicatori e pubblicitari offriamo al nostro pubblico?

Qui entra in gioco l’insight.

È la base su cui poggia la comunicazione; crea le fondamenta che reggono il concept.

Deve essere perfettamente aderente a una verità umana in relazione al prodotto; è necessario che sia specifico e condiviso.

 

David Abbott, dirigente pubblicitario britannico e fondatore di Abbott Mead Vickers BBDO, considerato uno dei più grandi copywriter della sua generazione, sosteneva questo:

 

“Un lampo di identificazione è alla radice di gran parte della buona comunicazione. È vero di un quadro o di un romanzo. Ed è vero anche della pubblicità.” 

 

Noi continuiamo a credere che un messaggio di realtà sia la rotta capace di condurre tutti noi verso un obiettivo condiviso, dove esistono solo “vincitori”: chi vende e chi acquista.







Parole Che Scelgono

È arrivato il primo E-Book firmato BFENTERPRISE

Parole Che Scelgono

Pensato per chi ha capito che per essere un vero leader deve trovare il suo stile personale, quel pizzico di magia che fa innamorare tutti. Leggendolo troverai esercizi, spunti e nozioni utili, ma soprattutto tanto tanto amore per il tuo lavoro.

SCOPRI L'E-BOOK


ARTICOLI

CORRELATI

Iscriviti alla nostra newsletter!

Sarà il nostro appuntamento fisso: un modo per dimostrarvi tutta la cura e attenzione che vi dedichiamo ogni giorno.



    IL NOSTRO MONDO CONTINUA SU