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Come snellire un testo che ha bisogno di essere breve

Come snellire un testo che ha bisogno di essere breve

Pubblicato il: 8 Settembre 2022

Testo: sempre lungo su carta e sempre breve su web?

Non fatevi fuorviare dalla cara vecchia contrapposizione tra cartaceo e digitale: il contenuto lungo su carta non va sempre bene, anzi. Pensate ad un flyer, o ad una brochure! Anche se sono cartacei, questi materiali hanno bisogno di testi agili e snelli.

Un libro può essere lungo, addirittura chilometrico.
Anche l’articolo di un blog o di una rivista cartacea può essere lungo.

testo kilometrico

La questione si fa diversa se dobbiamo scrivere un testo destinato ad una lettura veloce e d’impatto – post social, email, la pagina di un sito, il payoff aziendale, la presentazione di un progetto.

Perché?

domanda

Questione di pubblico

La verità è che possiamo permetterci di andare per le lunghe se il nostro contenuto verrà fruito da un pubblico che sappiamo già essere disposto ad impiegare parte del suo (prezioso e probabilmente esiguo) tempo per noi. Questo pubblico ci conosce già ed è interessato a ciò che abbiamo da dire, indipendentemente dalla frase in più o in meno che mettiamo nei testi.

E quando il pubblico è da conquistare?

In questo caso non sono ammessi sbrodoli. Ci servono testi asciutti, ma al tempo stesso densi di significato. Informativi, ma anche emozionali. Curiosi, ma anche estremamente chiari.
Difficile? Senza dubbio non è facile sintetizzare, perché a forza di togliere elementi da un testo si corre il rischio di appiattirlo. Ma noi siamo qui per questo.

Consigli per “asciugare” i vostri testi senza comprometterne la sostanza

  1. Quell’avverbio vi serve veramente?
    Se un avverbio aggiunge valore alla comprensione del testo, allora è giusto lasciarlo lì dov’è. Ma se non aggiunge nulla, perché non correte subito a toglierlo?
  2. Aggettivi sì, ma con il contagocce
    Per gli aggettivi si ripete quanto detto per gli avverbi. Ne avete davvero bisogno, o il testo funziona ugualmente anche senza?
  3. Frasi ed espressioni di circostanza
    Potete farne decisamente a meno. Qualche esempio:

    in sostanza, in pratica, in linea di massima, sia sia, non solo ma anche (..)
  4. C’è (quasi) sempre un modo per dire tutto con meno
    Ci sono due o più parole che possono essere sostituite da una parola sola? Usatela! Esempio: andare per le lunghe -> dilungarsi
  5. Repetita iuvant
    Ma non con i pronomi, sia personali (io, tu, egli, noi voi, essi) che possessivi (mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro). Esempio:

    Giulia è molto affezionata alla sua bici e al suo skate, infatti lei li porta con sé anche in vacanza > Giulia è molto affezionata alla sua bici e allo skate, infatti li porta con sé anche in vacanza.
  6. Cominciate le frasi con soggetto e verbo
    Altrimenti la mente del lettore dovrà aspettare per capire il senso della frase (e non è detto che ci faccia questa concessione).
  7. Scegliete parole che dicono tanto
    Imbarcazione è diverso da canoa.
    Capanna è diverso da palafitta.
    Strada è diverso da sentiero.

    Più diventiamo bravi a scegliere parole precise, meno abbiamo bisogno di condire tutto con avverbi e aggettivi.

  8. Usate frasi all’attivo
    Il passivo è una costruzione complessa e spesso non necessaria (a meno che non si voglia appositamente cambiare il punto di vista). Scegliete l’attivo!

“Non tagliare qua e là: rivedi, lima, lucida e controlla ogni cosa”

Rubiamo queste preziose parole alla preziosissima Luisa Carrada per augurarvi un buon lavoro di sintesi. E sì, qui gli aggettivi ci stavano proprio 🙂





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