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Rebranding? No grazie, se non so dove andare

3 Agosto 2018

Nomi, Cose, Città
BFENTERPRISE

Nessuna follia, nessun colpo di matto. Fare rebranding significa avviare un cambiamento che rappresenta l’evoluzione di un’azienda. Non si tratta solo di estetica, ma di una necessità comunicativa e strategica.

Bando alle mode, qui si fa sul serio.
Il rebranding è un’azione di marketing che si deve attivare solo quando il cliente è consapevole di dover affrontare un cambiamento importante.

Riconoscere il momento giusto

Ci sono fattori scatenanti più o meno critici che possono portare a lanciarsi in questa bella avventura chiamata rebranding. Prepariamoci a indossare il paracadute però!

Un’avventura chiamata rebranding

L’azienda non è più quella di una volta?

Siamo convinti del fatto che i grandi cambiamenti si debbano onorare, non nascondere o tenere per sé. In fin dei conti non c’è niente di più bello e motivante di un giro di boa, sia all’interno che all’esterno dell’azienda.
Non fraintendiamoci: a nessuno interessa sapere vita morte e miracoli di un’impresa e della sua nuova linea di prodotti innovativa ed extra-efficace. A meno che non li trattiamo come un vero valore per i nostri clienti, non come l’ennesima variante di una cosa vista e rivista.

Tutti insieme, appassionatamente

Nike: l’evoluzione di uno dei loghi più famosi al mondo
Fonte: Yellowed.it

Alcune volte il processo di rebranding prende in considerazione solo l’aspetto grafico, ma con cambiamenti sostanziosi non basta una variazione di forme e colori per fare davvero la differenza.
Più una realtà sta cambiando rispetto al passato, più il percorso sarà lungo perché il processo dovrà occuparsi di tanti aspetti della sua presenza sul mercato.
C’è stato un cambio di filosofia o sono avvenute modifiche strutturali? Probabilmente anche il nome non rappresenta più così bene il brand. Ce ne vuole uno nuovo, e magari anche un payoff più efficace e brillante!

L’evoluzione del marchio Pepsi, dal 1898 al 2009
Fonte: Grafigata.com

Siamo sicuri di essere pronti? Questo viaggio non è una vacanza.
Be brave. Ma non irresponsabili.
Il primo rischio, senz’altro, è dimenticare la bussola.
Il secondo è partire senza biglietto di ritorno.
Qualunque sia l’azienda in cui vogliamo portare quest’aria di novità, avremo sempre cura di guardare lontano tenendo bene a mente ciò che è già davanti ai nostri occhi.

L’evoluzione del marchio MasterCard, dal 1966 al 2016
Fonte: Designplayground.it
L’evoluzione del marchio Starbucks, dal 1971…verso l’infinito e oltre Fonte: Wired.it
L’evoluzione del logo della Juventus
Fonte: Milanoevents.it
Il rebranding colorato di Dropbox
Fonte: Dropbox.com
L’evoluzione del logo Deliveroo
Fonte: Gutflg.com


Il rebranding di Airbnb
Fonte: Gutflg.com
Il rebranding di Spotify
Fonte: Gutflg.com

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