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Sono un’azienda. Perché devo avere un blog aziendale?

Sono un’azienda. Perché devo avere un blog aziendale?

Pubblicato il: 21 Maggio 2018

Aggiornato il: 8 Settembre 2020

Costruire per comunicare
BFENTERPRISE

Contenuto e distribuzione: ecco perché avere un blog aziendale

È più forte il re o la regina?

Quante volte ci siamo chiesti perché avere un blog aziendale, e abbiamo sentito parlare del nuovo mantra “content is the king”? Se il re della comunicazione oggi è il contenuto, non bisogna dimenticare che al fianco di ogni grande uomo c’è sempre una grande donna. Forbes ha fatto il primo passo qualche anno fa e noi lo seguiamo ben volentieri: “distribution is queen” (e non solo per par condicio).

Cosa vogliamo dire?

Che il contenuto va bene, ma deve avere accanto a sé una compagna davvero affiatata e leale, cioè la distribuzione. Perché con una distribuzione imprecisa o errata, si sa, prima o poi qualche cuore si spezza.
Prima che il cuore spezzato sia il vostro, abbiamo deciso di fare “coming out”.
È arrivato il momento di sfatare il mito secondo cui bisogna avere per forza un blog, “perché piace a Google” o “mi aumenta le visite”. No. Non sempre il blog aziendale è la risposta ai vostri desideri.

O Blog, perché sei tu blog?

Fermi tutti. Abbiamo qualcosa da dire?

Silenzio d’imbarazzo, già.
Questo accade ormai molto spesso sul web perché in tanti hanno aperto un blog aziendale per distribuire i propri contenuti, ma in realtà questi “contenuti” hanno poco da raccontare. E, siamo sinceri, le chiacchierate – a volte anche tirate – sul nuovo prodotto o sulle novità corporate a lungo andare si tirano addosso uno sbadiglio dopo l’altro. Che noia!
Seconda domanda: il nostro target ci legge?
Altro colpo al cuore. Veramente pensavate che farsi leggere sia facile come andare in bicicletta? Forza, via quel prosciutto dagli occhi.
Se il nostro settore non si informa e non fa ricerche online, è inutile intestardirsi con l’idea di avere un blog aziendale perché ce l’hanno tutti (come se questo fosse un valore). Poche ricerche significano pochissimo traffico, e ancora meno richieste di contatto.
La situazione è più semplice di un’equazione di primo grado.
Ogni settore ha delle dinamiche a sé e va studiato da cima a fondo, fine della storia.
Se il vostro settore è attivo online e usa internet per informarsi, allora probabilmente il blog aziendale può essere un buon canale per farvi conoscere e apprezzare da un pubblico potenzialmente interessato ai vostri prodotti o servizi.
Se la gestione del blog aziendale vi allontana dai risultati che volete raggiungere, cambiate strada.

E quindi? A cosa serve avere un blog aziendale?

Per non sbagliare in partenza vogliamo darvi qualche consiglio per capire se vi serve, e a cosa serve, il blog aziendale.
Ora, poniamo che abbiate capito che SI PUÒ FARE (come dicevano in Frankenstein Junior). Che altre minacce incombono all’orizzonte?
Prima bisogna pensare alla piattaforma e solo per questa implementazione impiegate tanto, tantissimo tempo.
Poi, quando arriva il momento di passare alla tastiera del computer, le parole non vengono fuori.
Tra mille impegni, riunioni, ordini da evadere non c’è mai il tempo di dedicarsi pienamente alla scrittura degli articoli.
La situazione si fa pesante, soprattutto perché in azienda non c’è nessuno veramente interessato a dare il suo contributo in questo progetto.
Con un po’ di sano catastrofismo – diciamo “sano” perché ci aiuta a riflettere – abbiamo appena assistito alla morte di un blog in un’azienda tipo. È triste, non trovate?

http://illxtimesproductions.blogspot.it/2013/01/genre-and-audience-in-hitchcocks-psycho.html

Per fare in modo che questo non succeda, ecco il kit di un progetto con un capo e una coda:

  • Il tempo è l’unica cosa che ci appartiene
    Seneca, non rivoltarti nella tomba, ti citiamo per una giusta causa.Il tempo, come nelle vere storie d’amore, è un concetto relativo: quando volete veramente qualcosa il tempo lo trovate e non pesa.
  • Un team interessato ed entusiasta
    Anche con premesse incoraggianti, è un attimo ritrovarsi senza aiuti, sormontati dalle scadenze del blog che si sommano a quelle delle vostre attività ordinarie. Se volete cominciare con il piede giusto organizzate una task force compatta per la vostra missione blog. E non cercate di fare tutto da soli (chi non mangia in compagnia è un ladro o una spia!). Collaborare con dei professionisti vi permette di avere una marcia in più.
  • Priorità=valore fondamentale, o superiore rispetto ad altro
    Accertatevi che il blog sia una priorità aziendale. Per poter gestire al meglio questo strumento c’è bisogno di consapevolezza e sostegno da parte di tutti. L’unione fa la forza anche in questo caso.
  • No fun, no blog
    Controllate che il blog non diventi un lavoro. Adesso direte che ciò che riguarda l’azienda è per forza di cose parte del lavoro. Sì, ma ridurre la gestione del blog a una mansione significa meccanizzare un’attività che in questo caso richiede una presenza e un impegno personale. Il blog è più del vostro lavoro, è l’identità della vostra azienda: per il tempo che vi dedicherete alla scrittura dei vostri post, voi sarete la voce del vostro brand. Se non vi sentite liberi e ispirati, piuttosto andate a fare yoga.

Non di solo blog vive l’uomo

E ci mancherebbe – ci viene da dire.
Il bello della comunicazione al giorno d’oggi è che sui mezzi possiamo davvero sbizzarrirci, ricordando però di selezionare sempre il canale più adatto al nostro pubblico, ai nostri obiettivi e soprattutto a noi come azienda.







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