× Ok, vi hanno affidato la gestione dei social aziendali. E adesso? Stabilite, Raccogliete, Analizzate, Studiate E poi, ma solo poi, si può parlare di post e formati
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Che dati devi PRETENDERE per rendere profittevole il tuo lavoro sui social

Che dati devi PRETENDERE per rendere profittevole il tuo lavoro sui social

Pubblicato il: 28 Ottobre 2022

Ok, vi hanno affidato la gestione dei social aziendali. E adesso?

Immaginate di essere un dipendente o socio di un’azienda che di lavoro si occupa di xyz, ma per vari motivi si ritrova per le mani la gestione dei social aziendali. L’entusiasmo e la curiosità ci sono, ma…non sa da dove partire e non c’è nessuno che in azienda glielo dica per davvero. Perché sì, è vero che su Google ci sono tante guide, ma alla fine dicono tutte le stesse cose, senza spiegare come recuperare le informazioni necessarie.

Un attimo: per caso quella persona sei tu? E tu? E anche tu che stai leggendo?
Questo articolo è pensato proprio per voi. Saremo il più pratici possibile, promesso.
Qui sotto vi proponiamo un modus operandi che vi permetterà di costruire delle basi solide per il vostro futuro lavoro sui social aziendali.

Stabilite, Raccogliete, Analizzate, Studiate

Ovvero:

  1. Fissate degli obiettivi di comunicazione condivisi e approvati. Tutti vi diranno che l’obiettivo è avere più clienti, ma
    1. l’aumento di clienti è una conseguenza e non un obiettivo di comunicazione
    2. in questo lavoro non si può essere superficiali: prendete l’aumento del fatturato come punto di arrivo e cominciate a scavare. Quali e quanti micro obiettivi di comunicazione vi possono far arrivare in superficie?
  2. Stabilite dei parametri incontestabilmente chiari per valutare il raggiungimento di tali micro obiettivi. Questi parametri devono essere legati alla visibilità. Qualche esempio di KPI di visibilità social: copertura e interazioni dei post, visite al sito provenienti dai social, messaggi privati ricevuti.
  3. Verificare se è stato inserito nel sito web (se presente) il codice di monitoraggio di Google Analytics ed, eventualmente, il pixel di Facebook. In caso affermativo, avrete dei preziosi dati da analizzare, utilissimi per il lavoro che dovrete fare. Se invece non sono stati inseriti codici di monitoraggio nel sito web, fatelo fare immediatamente (se siete in grado voi tanto meglio, altrimenti chiedete alla figura tecnica che si occupa del sito in azienda).
  4. Capite BENE come funziona il processo di vendita aziendale e in che punto si collocano (o si dovrebbero collocare) i social. Sono all’inizio o alla fine del percorso che compie il possibile cliente? Con quali altri canali si interfacciano? Come vengono registrati e gestiti i contatti che arrivano tramite social? Oppure i contatti sui social arrivano dopo che la persona ha fatto conoscenza dell’azienda, magari anche offline? Provate a ricostruire tutto questo, perché vi aiuterà a mettervi nei panni del pubblico social – e quindi a creare i contenuti più idonei.
  5. Studiate BENE il target. Anche qui la tendenza è di essere un po’ superficiali, ma sarà vostro compito fare le domande giuste per aiutare anche il titolare (o chi per lui) a mettere a fuoco nello specifico gli identikit dei suoi clienti ideali. Se può esservi utile, qui trovate una guida per l’analisi del target social.
  6. Studiate BENE la concorrenza. Vi diranno che non c’è o che ce n’è poca: non fidatevi. Se un’azienda pensa di non avere concorrenti web, probabilmente è perché non ha fatto una vera analisi online.
  7. Chiedete se l’azienda ha già fatto un lavoro di autoanalisi sul suo stile di comunicazione. Per esempio, ha un tono di voce identitario e definito? Ci sono delle linee guida da seguire? Se sì bene, altrimenti dobbiamo crearle noi. Anche per questo step, importantissimo, abbiamo una risorsa da suggerirvi: Parole Che Scelgono.

E poi, ma solo poi, si può parlare di post e formati

Arrivati a questo punto avrete tutte le informazioni che vi servono per elaborare un piano editoriale social degno di questo nome. Procedete con ordine, siate rigorosi. Siate esigenti.

Poi sì che avrà senso chiedersi se è meglio pubblicare un reel, un carosello o una storia!





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